Blastocystis hominis: parassita pericoloso o batterio ‘amico’? La verità (inaspettata) dietro dolore addominale, gonfiore, IBS e orticaria.

Blastocystis hominis compare spesso negli esami delle feci: va eliminato o no? Scopri il legame con colon irritabile, disbiosi, allergie e microbiota intestinale secondo la ricerca scientifica.

Dott. G. Eros Buonarota - Biolgo Nutrizionista | Certified Functional Medicine Pratictioner - Milano

2/12/20266 min read

Blastocystis hominis è uno dei parassiti più comuni che si possono riscontrare nei risultati degli esami delle feci, ma spesso anche uno dei più fraintesi. Per alcune persone, si manifesta con dolori intestinali, gonfiore e reazioni alimentari. Per altri, fa semplicemente parte del normale Microbiota e non causa alcun problema. La letteratura però evidenzia una prevalenza significativamente maggiore di Blastocystis nei pazienti con IBS rispetto ai controlli, con un rischio relativo aumentato di diagnosi di IBS in presenza di infezione da Blastocystis (1,2,3,4)

Cos'è Blastocystis Hominis ?

Blastocystis hominis è un protozoo unicellulare che colonizza comunemente il tratto gastrointestinale umano e animale, trasmesso principalmente per via oro-fecale. L’infezione può essere asintomatica oppure associata a sintomi gastrointestinali e (meno frequentemente) anche a manifestazioni cutanee. Le caratteristiche cliniche più comuni includono sintomi gastrointestinali come dolore addominale e diarrea; sono frequenti anche meteorismo, nausea, alternanza tra diarrea e stipsi, perdita di peso, presenza di sangue o muco nelle feci, prurito o dolore perianale, vomito e, raramente, febbre (5,6,7,8,9,10,11). L’infezione può presentarsi sia in forma acuta che cronica e può essere associata a sindrome dell’intestino irritabile (5,12,13). Le manifestazioni cutanee sono meno frequenti rispetto a quelle gastrointestinali, ma la letteratura suggerisce di considerare Blastocystis hominis come possibile causa in pazienti con lesioni cutanee di origine sconosciuta (6). Tra i sintomi cutanei più comuni si riscontrano orticaria, rash ed eritema pruriginoso. L’orticaria può essere sia acuta che cronica e, in alcuni casi, si risolve dopo il trattamento dell’infezione (14).

La gravità e la tipologia dei sintomi possono variare in base al sottotipo di Blastocystis, ma la correlazione non è sempre univoca.

Sottotipi di Blastocystis Hominis e Gravita' dei sintomi

La correlazione tra i sottotipi di Blastocystis hominis e la gravità o tipologia dei sintomi, sia gastrointestinali che cutanei, è oggetto di studio e presenta alcune evidenze, ma non esiste un consenso definitivo. I sottotipi più comuni nell’uomo sono ST1, ST2, ST3 e ST4. ST3 è il più frequentemente rilevato e si trova sia in soggetti sintomatici che asintomatici, ma è stato associato a una maggiore prevalenza nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile e sintomi gastrointestinali (15,16). Alcuni studi suggeriscono che ST1 sia più spesso associato a infezioni asintomatiche, mentre ST4 è correlato a infezioni sintomatiche, in particolare con distensione addominale (17). ST2 è stato associato a flatulenza e, in alcuni casi, a sintomi gastrointestinali specifici (18). Per quanto riguarda i sintomi cutanei, in particolare l’orticaria, la letteratura indica che ST1, ST2 e ST3 sono i sottotipi più frequentemente riscontrati nei pazienti con manifestazioni dermatologiche, ma non esiste un’associazione esclusiva tra un sottotipo e la presenza di sintomi cutanei. Tuttavia, un particolare allele di ST3 (allele 34) è stato significativamente associato a pazienti con orticaria (6,19).

In sintesi, la presenza di specifici sottotipi (soprattutto ST3 e ST4) può essere associata a una maggiore probabilità di sintomi gastrointestinali e, in alcuni casi, cutanei come l’orticaria, ma la variabilità genetica e la presenza di sintomi in soggetti asintomatici rendono difficile una correlazione univoca e predittiva.


Blastocystis Hominis, condizioni allergiche e Istamina


Anche se le manifestazioni cutanee sono meno frequenti, ci sono alcune evidenze che suggeriscono un'associazione tra l'infezione da Blastocystis hominis e condizioni allergiche o dermatologiche come l'orticaria cronica spontanea. Ad esempio, uno studio ha esaminato il ruolo di Blastocystis spp. nell'orticaria cronica spontanea e ha trovato che l'eradicazione del parassita può migliorare l'attività della malattia (20). Un altro studio ha indagato l'associazione tra l'infezione da B. hominis e l'orticaria cronica, trovando una prevalenza leggermente più alta di infezione nei pazienti con orticaria rispetto ai controlli sani, anche se non significativa (21). Blastocystis spp. è noto per avere effetti immunomodulatori, tra cui l'induzione di citochine pro-infiammatorie come IL-8, che potrebbero contribuire a sintomi infiammatori e allergici. Tuttavia, non ci sono dati specifici che collegano direttamente l'infezione da Blastocystis spp. a un aumento dei livelli di istamina nel corpo. Pertanto, mentre l'infezione può essere associata a condizioni che coinvolgono l'istamina, come l'orticaria, il meccanismo preciso rimane poco chiaro e necessita di ulteriori ricerche (22,23).

Blastocystis, Intestino Irritabile e disbiosi

Non tutte le infezioni da Blastocystis hominis necessitano di trattamento. Prima di concentrarti sull'eliminazione di Blastocystis, non trascurare il quadro generale dell'intestino. La ricerca dimostra che in molte persone è innocua, mentre i sintomi sono spesso causati da squilibri intestinali, coinfezioni o infiammazioni.

La sovrapposizione sintomatologica tra blastocistosi e IBS è ampia: entrambi i quadri possono presentare dolore addominale, alterazioni dell’alvo e gonfiore. Inoltre, la disbiosi intestinale indotta o associata a Blastocystis può contribuire alla patogenesi e alla persistenza dei sintomi, mimando il profilo infiammatorio e microbico tipico dell’IBS (23,24).

La coesistenza di infezione da Blastocystis hominis e disbiosi intestinale, invece, ha implicazioni cliniche che dipendono dal contesto sintomatologico e dal sottotipo del parassita. Nei soggetti asintomatici, la colonizzazione da Blastocystis è frequentemente associata a una maggiore diversità microbica, con abbondanza di taxa benefici come Clostridia, Faecalibacterium e Bacteroides, e una riduzione di Enterobacteriaceae; questo profilo è generalmente considerato indicativo di un microbiota sano e può essere associato a una migliore integrità della barriera intestinale e a una modulazione antinfiammatoria della risposta immunitaria (26,27,28,29).

Al contrario, nei pazienti sintomatici o infettati da sottotipi patogeni, si osserva una riduzione della diversità batterica e un aumento di batteri potenzialmente pro-infiammatori come Enterobacteriaceae ed Escherichia-Shigella, con una diminuzione di Bifidobacterium e Faecalibacterium prausnitzii, batteri noti per le loro proprietà protettive e antinfiammatorie (30,31,32). Questo quadro di disbiosi può favorire l’insorgenza o il peggioramento di sintomi gastrointestinali, come diarrea, dolore addominale e gonfiore, e può essere correlato a condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile o le malattie infiammatorie intestinali.

Opzioni di Trattamento

Oltre a farmaci e rimedi erboristici, anche Saccharomyces boulardii è stato studiato per il suo potenziale effetto terapeutico contro l'infezione da Blastocystis hominis. Secondo la letteratura medica, S. boulardii ha dimostrato efficacia nel migliorare i sintomi gastrointestinali associati a questa infezione. In uno studio clinico randomizzato, S. boulardii ha mostrato un tasso di cura clinica del 77,7% nei bambini sintomatici con infezione da Blastocystis hominis, paragonabile a quello del metronidazolo, un trattamento standard per questa condizione. Inoltre, S. boulardii ha ridotto significativamente la presenza di cisti di Blastocystis nelle feci (33). Un altro studio ha esaminato l'effetto di S. boulardii su ratti infettati sperimentalmente con Blastocystis spp., dimostrando che S. boulardii ha migliorato le caratteristiche istologiche del colon e ridotto l'espressione di citochine pro-infiammatorie e dell'enzima ossido nitrico sintasi inducibile (iNOS) nella mucosa colica. Questi risultati suggeriscono che S. boulardii potrebbe avere un ruolo nel modulare la risposta infiammatoria associata all'infezione da Blastocystis (34).

PER ALTRE OPZIONI DI TRATTAMENTO, LEGGI QUI --> Gonfiore e dolore addominale? IBS o Blastocystis hominis? Scopri la verità

Conclusioni

Blastocystis hominis rappresenta uno degli esempi più chiari di quanto la medicina moderna stia cambiando prospettiva sul concetto di “patogeno”. Non sempre la sua presenza equivale a una malattia: in molte persone può convivere senza causare sintomi e, in alcuni casi, è addirittura associata a un microbiota intestinale più diversificato e potenzialmente protettivo. Il problema nasce quando si inserisce in un contesto sfavorevole: disbiosi, infiammazione intestinale, coinfezioni o predisposizione individuale. In queste situazioni può contribuire a disturbi gastrointestinali sovrapponibili alla sindrome dell’intestino irritabile e, più raramente, a manifestazioni cutanee come l’orticaria. Non è quindi solo “il parassita” da eliminare a priori, ma un possibile indicatore di un ecosistema intestinale alterato.

Per questo motivo l’approccio più razionale non è sempre la semplice eradicazione, ma la valutazione del quadro clinico complessivo: sintomi, sottotipo, microbiota e stato infiammatorio. In alcuni pazienti sarà opportuno trattare l’infezione; in altri, lavorare sull’equilibrio intestinale può essere più utile che combattere direttamente il microrganismo. In altre parole, Blastocystis hominis non è necessariamente la causa del problema: spesso è la spia che ci segnala che l’intestino ha perso il suo equilibrio. Capire questa differenza è fondamentale per evitare terapie inutili e impostare interventi realmente efficaci e personalizzati. Prima di pensare a Blastocystis come al nemico numero uno, chiediti: “Sto facendo abbastanza per rafforzare il mio intestino?” La risposta a questa domanda potrebbe essere il passo più importante del tuo percorso di guarigione.

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Dott. G. Eros Buonarota - Biologo Nutrizionista | Certified Functional Medicine Pratictioner