Bacillus coagulans: il miglior probiotico per IBS e SIBO? Perchè è diverso dagli altri
Non tutti i probiotici sono uguali. Scopri quando Bacillus coagulans può aiutare IBS e SIBO secondo gli studi più recenti: benefici reali, limiti delle evidenze, sicurezza e come scegliere il ceppo giusto.
Dott. G. Eros Buonarota - Biologo Nutrizionista | Certified Functional Medicine Pratictioner - Milano
7/3/20269 min read


I probiotici vengono spesso consigliati a chi soffre di IBS o SIBO. Tuttavia non tutti i probiotici sono uguali: gli effetti dipendono dal ceppo utilizzato e dalla qualità delle evidenze scientifiche. Tra quelli più studiati negli ultimi anni c'è Bacillus coagulans, un probiotico sporigeno che ha mostrato risultati interessanti soprattutto nell'IBS.
Probiotici per IBS e SIBO: cosa dice davvero la ricerca
Chi convive con la sindrome dell'intestino irritabile (IBS) o con la eccessiva proliferazione batterica dell'intestino tenue (SIBO) sa bene quanto sia frustrante il percorso verso una vera remissione dei sintomi. Dolore addominale, gonfiore, alterazioni dell'alvo: un corteo di disturbi che pesa sulla qualità della vita e che spesso resiste ai trattamenti standard, probiotici compresi. Sono spesso considerati come la "soluzione magica" che risolve tutti i problemi digestivi. Ma se è vero che possono migliorare diversi problemi digestivi e alcuni ceppi sono spesso ben tollerati, ci sono alcuni casi in cui alcuni probiotici possono peggiorare le condizioni intestinali. Ma cosa sono? I probiotici sono microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio per la salute dell'ospite, secondo la definizione ufficiale della FAO (Food and Agriculture Organization) e dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Negli ultimi anni, però, un ceppo probiotico in particolare, Bacillus coagulans, ha attirato l'attenzione della ricerca proprio per una caratteristica che lo distingue dai probiotici "classici": la capacità di formare spore.
Quanto sono diffusi IBS, disbiosi e SIBO?
L'IBS è uno dei disturbi gastrointestinali funzionali più comuni al mondo: le stime più citate, basate su un'ampia revisione pubblicata su The Lancet, parlano di una prevalenza compresa tra il 5% e il 10% della popolazione generale, con variazioni a seconda dei criteri diagnostici usati e dell'area geografica considerata. Cifre più alte, fino al 15%, compaiono in alcune fonti divulgative ma vanno lette con cautela: dipendono molto da come viene definita e misurata la condizione. La sovrapposizione tra IBS e SIBO è un tema ancora dibattuto in letteratura: alcuni studi riportano percentuali di comorbidità molto elevate nei pazienti con IBS, ma i valori variano parecchio a seconda del metodo diagnostico impiegato (es. breath test all'idrogeno/metano), e la comunità scientifica non ha raggiunto un consenso definitivo sul numero esatto.
Il problema dei probiotici "tradizionali"
Molti probiotici comuni, diverse specie di Lactobacillus e Bifidobacterium, non sono formatori di spore. Questo significa che una parte consistente delle cellule batteriche non sopravvive al passaggio attraverso l'acidità gastrica, i sali biliari e gli enzimi digestivi prima di raggiungere l'intestino. L'American Gastroenterological Association riconosce che numerosi ceppi probiotici sono stati studiati per l'IBS, che hanno mostrato benefici nei singoli studi, tra cui alcuni Lactobacillus, Bifidobacterium, Saccharomyces e Bacillus coagulans. Questo conferma ancora una volta che l'efficacia è ceppo-specifica e non estendibile all'intera specie. Per i pazienti con SIBO questo aspetto ha un risvolto ulteriore, ancora oggetto di ricerca: poiché la SIBO è per definizione un eccesso di batteri nel tratto sbagliato (l'intestino tenue), l'aggiunta di batteri vivi tramite probiotici tradizionali viene talvolta indicata come un potenziale fattore di peggioramento dei sintomi in alcuni pazienti. È un'ipotesi plausibile dal punto di vista fisiopatologico, ma va detto con chiarezza: le revisioni sistematiche più recenti sull'uso dei probiotici nella SIBO non descrivono un quadro così netto, e in generale l'evidenza sui probiotici come categoria per SIBO resta eterogenea e di qualità limitata.
Leggi anche : "Intestino Irritabile (IBS) e SIBO: i probiotici funzionano davvero? La risposta ti sorprenderà... Ecco come sceglierli e quali sono i migliori!"
Perché Bacillus coagulans è diverso: la formazione di spore
Diversi studi randomizzati controllati hanno dimostrato che B. coagulans migliora significativamente i sintomi dell'IBS. Studi recenti hanno identificato B. coagulans come il probiotico con la più alta probabilità di essere ottimale nel migliorare il sollievo dei sintomi, il dolore addominale, il gonfiore e la difficoltà di evacuazione nell'IBS. Bacillus coagulans è un batterio Gram-positivo capace di formare endospore: strutture altamente resistenti che gli permettono di attraversare l'ambiente gastrico in forma dormiente e di "attivarsi" solo una volta raggiunte condizioni favorevoli nell'intestino. Questa proprietà gli conferisce, rispetto ai probiotici non sporigeni:
maggiore resistenza all'acido gastrico e ai sali biliari
stabilità a temperatura ambiente (utile anche per la conservazione del prodotto)
una shelf-life più lunga
Si tratta di un meccanismo biologico ben documentato e non controverso. Meno solida, invece, è l'idea, spesso ripetuta nei contenuti divulgativi, che questo renda B. coagulans automaticamente "sicuro al 100%" nella SIBO: gli studi clinici specifici su B. coagulans su SIBO (a differenza dell'IBS) sono ancora pochi e di dimensioni contenute, per cui è corretto parlare di un meccanismo plausibile più che di un beneficio clinico pienamente dimostrato in questa condizione specifica.
Cosa dicono le evidenze più recenti sull'IBS
Qui la base di evidenza è più solida, perché negli ultimi anni sono state pubblicate diverse revisioni sistematiche che aggregano i risultati di più studi randomizzati:
Una meta-analisi del 2024 su sette studi randomizzati controllati ha rilevato che B. coagulans migliora in modo statisticamente significativo diversi sintomi dell'IBS, tra cui l'urgenza, la soddisfazione rispetto alle abitudini intestinali, lo sforzo evacuativo e la gravità complessiva dei sintomi rispetto al placebo (AbdelQadir, Nashwan et al., Gastroenterology & Endoscopy, 2024).
Una network meta-analisi del 2023, che ha messo a confronto decine di ceppi probiotici diversi su oltre 9.000 partecipanti, ha collocato due ceppi di B. coagulans (MTCC 5856 e Unique IS2) tra i probiotici più efficaci specificamente per il dolore addominale, ma non li ha indicati come i migliori in assoluto per la sintomatologia globale o per la qualità della vita, dove altri ceppi (ad esempio Lactobacillus acidophilus DDS-1, o alcune miscele multi-ceppo) hanno ottenuto punteggi più alti (network meta-analysis, Nutrients, 2023).
Una revisione sistematica ceppo-specifica pubblicata all'inizio del 2026 ha confermato l'efficacia di B. coagulans MTCC 5856 sulla qualità della vita e di B. coagulans Unique IS2 su diversi sintomi (dolore, gonfiore, urgenza, insoddisfazione per l'alvo), ma ha anche evidenziato, un dato utile per inquadrare la questione, che non tutti i probiotici funzionano: altri ceppi molto studiati, come Escherichia coli Nissle 1917 o Lactobacillus casei Shirota, non hanno mostrato benefici significativi rispetto al placebo nelle stesse meta-analisi (Journal of Clinical Medicine, 2026).
Il quadro complessivo che emerge, quindi, non è Bacillus coagulans batte tutti gli altri probiotici, ma piuttosto: l'efficacia dei probiotici nell'IBS è marcatamente specifica per ceppo, e diversi ceppi di B. coagulans fanno parte del gruppo con le evidenze più consistenti, insieme ad altre specie e ceppi non correlati tra loro.
E per la SIBO?
Qui è necessaria maggiore prudenza. Le evidenze dirette su B. coagulans specificamente nella SIBO sono limitate a pochi studi di piccole dimensioni, uno dei più citati ha coinvolto appena 30 pazienti, in associazione ad un ciclo antibiotico, non come intervento isolato. Le revisioni più recenti sul trattamento di SIBO con probiotici in generale (non solo B. coagulans) descrivono un'evidenza "mista", con studi eterogenei per disegno, dosaggi e outcome misurati, e sottolineano la necessità di ulteriori trial di qualità più alta prima di trarre conclusioni definitive (Martyniak et al., 2025). Una meta-analisi più datata ma ancora di riferimento su probiotici (come categoria generale, non ceppo-specifica) e SIBO ha calcolato un tasso di "decontaminazione" del 62,8% nei pazienti trattati con probiotici, con una riduzione significativa dei livelli di idrogeno al breath test e del dolore addominale, ma nessun effetto significativo nella prevenzione del SIBO né sulla frequenza dell'alvo (Zhong et al., Journal of Clinical Gastroenterology, 2017; ripreso in revisioni successive). In sintesi: il razionale biologico per cui un probiotico sporigeno come B. coagulans dovrebbe essere meno problematico nella SIBO rispetto da un probiotico non sporigeno è solido sul piano teorico, ma la conferma clinica specifica per questo ceppo è ancora preliminare.
Profilo di sicurezza dei probiotici
Su questo punto le evidenze sono più concordi: negli studi clinici pubblicati, i vari ceppi di B. coagulans utilizzati per l'IBS sono stati generalmente ben tollerati, senza un eccesso significativo di eventi avversi rispetto al placebo, e senza alterazioni rilevanti dei parametri di laboratorio standard. È importante ricordare, però, che la maggior parte di questi studi ha una durata relativamente breve (8-12 settimane): mancano ancora dati robusti sull'uso prolungato per mesi o anni.
Va detto con onestà, perché è rilevante per chi legge contenuti su questo tema, che molti degli studi clinici sui singoli ceppi commerciali di B. coagulans sono finanziati, o hanno tra gli autori dipendenti, delle aziende che producono e commercializzano quello specifico ceppo. Questo non significa che i risultati siano falsi o inaffidabili, gli standard metodologici (randomizzazione, controllo con placebo, registrazione dei trial) sono generalmente rispettati, ma è un fattore che le meta-analisi indipendenti tendono a segnalare come potenziale fonte di bias, ed è un motivo in più per guardare ai risultati aggregati delle revisioni sistematiche piuttosto che al singolo studio pilota.
Come orientarsi e quale scegliere, senza legarsi ad un prodotto specifico
Più che consigliare un marchio, ha senso dare dei criteri per valutare un integratore di B. coagulans, qualunque sia il produttore:
1. Verificare il ceppo specifico, non solo la specie. "Bacillus coagulans" da solo dice poco: i dati clinici sono ceppo-specifici (es. MTCC 5856, Unique IS2, LBSC, BC30 sono tra i più studiati), e ceppi diversi hanno profili di evidenza diversi.
2. Controllare il dosaggio usato negli studi di riferimento per quel ceppo (generalmente nell'ordine di 2-10 miliardi di CFU/giorno negli studi sull'IBS) e confrontarlo con quello riportato in etichetta.
3. Preferire prodotti con verifica di terze parti sul contenuto effettivo di CFU vive, dato che diverse analisi indipendenti hanno rilevato discrepanze tra quanto dichiarato in etichetta e quanto effettivamente presente in molti integratori probiotici in commercio.
4. Avere aspettative realistiche sui tempi: negli studi, i miglioramenti più consistenti si osservano generalmente dopo 4-8 settimane di uso continuativo, non nei primi giorni.
Come per qualsiasi integratore, vale la pena consultare il proprio medico e/o un professionista, in particolare in presenza di immunodepressione o terapie immunosoppressive, storia di reazioni allergiche gravi, sintomi gastrointestinali non ancora diagnosticati (dolore, calo ponderale involontario, sangue nelle feci, febbre): In questi casi serve prima un inquadramento diagnostico, non un probiotico!!!
Se desideri scegliere un integratore contenente Bacillus coagulans, verifica sempre il ceppo riportato in etichetta (ad esempio MTCC 5856, Unique IS2 o BC30) e confronta il dosaggio con quello utilizzato negli studi clinici. Di seguito trovi alcuni esempi di prodotti disponibili sul mercato.
--> PROBIOTICO B. COAGULANS : https://amzn.to/4uNLazi
--> PROBIOTICO B. COAGULANS :https://amzn.to/4y1VJQH
Conclusione
Bacillus coagulans ha un razionale biologico solido, la capacità di formare spore lo rende più resistente al passaggio gastrointestinale rispetto a molti probiotici tradizionali e per l'IBS dispone ormai di una base di evidenza discreta, con più meta-analisi indipendenti che confermano benefici su alcuni sintomi chiave, in particolare dolore addominale e soddisfazione per le abitudini intestinali, per alcuni ceppi specifici. Per la SIBO, invece, l'entusiasmo che si legge spesso online corre più avanti rispetto ai dati: il meccanismo è plausibile, ma gli studi clinici dedicati sono ancora pochi e di piccole dimensioni. Come per molte questioni di nutrizione e integrazione, la risposta onesta non è "funziona sempre" né "non funziona mai", ma "dipende dal ceppo, dal dosaggio e dalla condizione specifica", ed è proprio per questo che vale la pena ricordare che la scelta del probiotico dovrebbe basarsi sul ceppo specifico che ha dimostrato efficacia in studi clinici per la condizione specifica da trattare.
Nota : Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico o di altri professionisti della salute. Evita il “fai da te”: ogni percorso terapeutico deve essere personalizzato e valutato insieme al tuo specialista di riferimento.
Leggi anche gli articoli correlati :
Breath Test per SIBO: Glucosio o Lattulosio? Scopri Quale Scegliere per una Diagnosi Precisa!
Perchè la Rifaximina (Normix) non è la Soluzione per la SIBO e l'IBS ?
Nichel, istamina e intestino: quando la “reattività” passa (anche) dal Microbiota
I probiotici possono aiutare o peggiorare la SIBO? Cosa dice la scienza, quali ceppi possono aiutare, sintomi e strategie di trattamento efficaci.
Vuoi capire come gestire al meglio la SIBO o l'IBS?
Scarica la mia guida IBS FACILE, per gestire e ottenere sollievo dall'intestino irritabile e dalla SIBO, con spiegazioni facili, consigli e un menù nutrizionale di 4 settimane e più di 300 ricette per migliorare il tuo intestino. Scoprirai come ridurre gonfiore e fastidi in modo semplice e personalizzato :
Scarica IBS FACILE qui - Dalla diagnosi alla tavola
Chi sono
Sono il Dott. Giuseppe Eros Buonarota, biologo nutrizionista (Certified Functional Medicine Pratictioner) specializzato nei disturbi intestinali (IBS, SIBO, disbiosi e microbiota). Da oltre 10 anni lavoro nell’ambito dell’endoscopia digestiva e della gastroenterologia, occupandomi quotidianamente di patologie gastrointestinali e seguendo pazienti con disturbi intestinali cronici.
Nel mio studio a Milano e online aiuto persone che da anni convivono con:
• gonfiore addominale
• intestino irritabile
• SIBO e disbiosi
• intolleranze alimentari
• disturbi digestivi persistenti
Se stai vivendo uno di questi problemi puoi approfondire qui:
Fonti principali :
Ford AC, Sperber AD, Corsetti M, Camilleri M. Irritable bowel syndrome. Lancet. 2020;396(10263):1675-1688. [PubMed](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33049223/)
AbdelQadir YH, Nabhan AE, et al. Bacillus coagulans as a potent intervention for treating irritable bowel syndrome: a systematic review and meta-analysis of randomized control trials. Gastroenterology & Endoscopy. 2024;2(1):7-18. [ScienceDirect](https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2949752323000614)
Xie P, Luo M, Deng X, Fan J, Xiong L. Outcome-specific efficacy of different probiotic strains and mixtures in irritable bowel syndrome: a systematic review and network meta-analysis. Nutrients. 2023;15(17):3856. [PMC](https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10490209/)
Strain-specific systematic review with meta-analysis of probiotics efficacy in the treatment of irritable bowel syndrome. Journal of Clinical Medicine. 2026;15(3):1152. [PMC](https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12898053/)
Martyniak A, Wójcicka M, Rogatko I, Piskorz T, Tomasik PJ. A comprehensive review of the usefulness of prebiotics, probiotics, and postbiotics in the diagnosis and treatment of small intestine bacterial overgrowth. Microorganisms. 2025;13(1):57. [PMC](https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC11768010/)
Zhong C, Qu C, Wang B, Liang S. Probiotics for preventing and treating small intestinal bacterial overgrowth: a meta-analysis and systematic review of current evidence. Journal of Clinical Gastroenterology. 2017;51(4):300-311. [PubMed](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28267052/)

