I probiotici possono aiutare o peggiorare la SIBO? Cosa dice la scienza, quali ceppi possono aiutare, sintomi e strategie di trattamento efficaci.
Probiotici, SIBO e Intestino Irritabile : cura miracolosa o errore fatale? La verità che nessuno ti dice. Scopri quali ceppi funzionano, quali evitare e come usarli correttamente secondo la scienza.
Dott. G. Eros Buonarota - Biologo Nutrizionista | Certified Functional Medicine Pratictioner - Milano
1/18/20268 min read


Probiotici e SIBO: possono davvero aiutare?
Ti senti spesso gonfio, appesantito o a disagio dopo aver mangiato? Non sei solo. Moltissime persone convivono con sintomi gastrointestinali persistenti che, in molti casi, possono essere collegati a una condizione ancora poco conosciuta: la SIBO, ovvero la crescita batterica eccessiva dell’intestino tenue. Con il crescente interesse per la salute intestinale, una delle domande più frequenti è:
i probiotici possono “curare” la SIBO? La risposta breve è: dipende.
In questo articolo esploriamo cos’è davvero la SIBO, quando i probiotici possono essere utili, quando invece possono peggiorare i sintomi e come inserirli correttamente in una strategia di trattamento completa.
Cos'è la SIBO?
In parole povere, la SIBO si verifica quando nell’intestino tenue, una zona che normalmente ospita pochi batteri, si sviluppa una popolazione batterica eccessiva. Dal punto di vista diagnostico, si parla di SIBO quando la carica batterica supera le 10⁵ CFU/ml e questo può causare una vasta gamma di sintomi (1). Per molte persone, può significare gonfiore persistente, dolore addominale, alvo irregolare, stanchezza e persino carenze nutrizionali come basso contenuto di vitamina B12 o ferro (2). Nel corso del tempo, questi problemi possono avere un impatto sia sulla digestione che sul benessere generale. La SIBO può svilupparsi per diversi motivi. A volte è collegata ad una motilità intestinale più lenta, alla riduzione dell'acido dello stomaco o a precedenti interventi chirurgici addominali. In altri casi, i cambiamenti ormonali, lo stress o altre condizioni digestive possono svolgere un ruolo (3). Proprio per questo non esiste un approccio unico valido per tutti: la gestione deve essere personalizzata e si dovrebbe mirare a ripristinare l'equilibrio intestinale piuttosto che mascherare solo i sintomi.
I probiotici possono aiutare a gestire la SIBO?
Ancora una volta, dipende. I probiotici, in alcune persone, possono aiutare gestire efficacemente la SIBO. Tuttavia, non è così semplice come sembra. Mentre per alcune persone con crescita eccessiva batterica intestinale (SIBO) i probiotici potrebbero essere utili, non sono sempre l'approccio giusto per tutti e in alcuni casi, possono peggiorare i sintomi. Il modo in cui il tuo intestino risponde può dipendere da diversi fattori come il tipo di SIBO sviluppata, la salute generale dell'intestino e il modo in cui il corpo reagisce a determinati ceppi probiotici. Utilizzati in maniera corretta, per alcuni, i probiotici possono sostenere l'equilibrio batterico, ridurre il gonfiore, migliorare la regolarità intestinale ed aiutare a rafforzare il rivestimento intestinale (4). Tuttavia, in altri casi, alcuni pazienti sperimentano un aumento di gonfiore, gas o disagio addominale, il che può indicare sia necessario un approccio o un dosaggio diverso (5). Un fattore determinante è il tipo SIBO. Ci sono quattro sottotipi principali e la scelta dei probiotici giusti spesso dipende da quale è presente:
SIBO a predominanza di idrogeno: spesso collegato a diarrea e gonfiore. Alcuni ceppi di Lactobacillus e Saccharomyces boulardii possono aiutare a ridurre la produzione di idrogeno e migliorare la consistenza delle feci.
SIBO a predominanza di metano (IMO - Crescita eccessiva di metanogeni intestinali): tipicamente associato alla stitichezza, può richiedere una combinazione di probiotici accuratamente scelta per evitare un peggioramento della produzione di gas.
SIBO di tipo misto: costituita dalla produzione sia di idrogeno che di metano, in eccesso. Questo sottotipo può richiedere un approccio più personalizzato che combini probiotici mirati e supporto dietetico.
SIBO a predominanza di solfuro di idrogeno: una forma meno comune che coinvolge la produzione di idrogeno solforato, spesso legata a gas maleodoranti (tipo uova marce) e sensibilità alimentari. Qui, la cautela con i probiotici è particolarmente importante e la guida del professionista è fortemente consigliata.
Poiché ogni tipo di SIBO si comporta in modo diverso, il trattamento personalizzato è fondamentale. Lavorare con un nutrizionista o un medico può aiutarti ad identificare i ceppi, il dosaggio e i tempi giusti in base ai risultati e ai sintomi del test del respiro.
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Cosa ci dice la ricerca sui probiotici per SIBO?
La chiave qui è capire quali ceppi probiotici sono utili e quali possono essere dannosi. Una meta-analisi del 2017 ha esaminato più studi clinici e ha rilevato che i probiotici hanno raggiunto un tasso di eradicazione di SIBO del 62,8% (4). Ciò significa che in quasi due terzi dei partecipanti, la presenza di batteri in eccesso nell'intestino tenue è stata significativamente ridotta. È importante sottolineare che lo stesso studio ha riportato un calo di 36,35 ppm dei livelli di idrogeno, un marcatore chiave utilizzato nei test del respiro SIBO per misurare i livelli di fermentazione nell'intestino. Una diminuzione di questa dimensione suggerisce che i probiotici possono aiutare a ridurre la produzione di gas, il gonfiore e altri sintomi associati alla crescita eccessiva batterica. Altri studi supportano questi risultati, dimostrando che alcuni ceppi probiotici, non solo riducono la conta dei batteri, ma possono anche migliorare il comfort digestivo e la regolarità intestinale (6). In alcuni casi, è stato dimostrato che i probiotici funzionano insieme alla terapia antibiotica per migliorare i risultati del trattamento. Ad esempio, l'uso di Lactobacillus casei o Bacillus clausii insieme a Rifaximina (Normix) è stato collegato ad un maggiore sollievo dei sintomi rispetto agli antibiotici da soli (5).
Non tutti i probiotici funzionano allo stesso modo
Non tutti i probiotici però funzionano allo stesso modo e quando si tratta di SIBO, scegliere i ceppi giusti può fare una grande differenza. La ricerca finora suggerisce che alcune opzioni chiave possono aiutare a ridurre la crescita eccessiva batterica, migliorare l'equilibrio intestinale e alleviare i sintomi se utilizzate come parte di un piano di trattamento strutturato.
Supporto dalla ricerca
Le evidenze disponibili indicano risultati promettenti ma non conclusivi riguardo all’uso di probiotici nella SIBO:
Alcuni studi clinici e meta-analisi mostrano che i probiotici possono ridurre l’eccesso batterico, diminuire l’idrogeno e alleviare dolore addominale rispetto al placebo.
Tuttavia, in molte pubblicazioni la qualità delle prove è considerata bassa o moderata, e la ricerca è ancora sottostudiata.
Esistono risultati incoraggianti per l’utilizzo di ceppi specifici come Saccharomyces boulardii e Lactobacillus in SIBO e IBS, ma non tutti i probiotici sono ugualmente efficaci.
Alcune evidenze preliminari suggeriscono che i probiotici possono essere integrati alla terapia antibiotica o ad altri approcci per migliorare i risultati complessivi, pur restando cauti.
Saccharomyces boulardii
Saccharomyces boulardii è un lievito benefico piuttosto che un probiotico batterico tradizionale. A differenza di molti ceppi batterici, non è influenzato dagli antibiotici standard, il che significa che spesso può essere utilizzato insieme a trattamenti come la Rifaximina (Normix) senza essere distrutto nel processo. Si pensa che funzioni sostenendo risposte immunitarie, limitando la crescita di batteri nocivi e aiutando a ripristinare l'equilibrio nell'ambiente intestinale (4). Molti pazienti con SIBO trovano questo ceppo utile perché può ridurre il gonfiore e la diarrea aiutando a rafforzare il rivestimento intestinale.
Bacillus clausii e B. Coagulans
Bacillus clausii è un probiotico che forma spore, il che significa che può sopravvivere nel tratto gastrointestinale, attraversando l'acido dello stomaco, raggiungendo l'intestino tenue intatto. È noto per la produzione di composti antimicrobici naturali che possono aiutare a sopprimere la crescita di batteri nocivi e creare un ambiente intestinale più equilibrato (5). Gli studi clinici suggeriscono che Bacillus clausii può funzionare particolarmente bene se usato insieme al trattamento antibiotico, rendendolo un'opzione preziosa per sostenere sia l'eradicazione batterica che il sollievo dei sintomi. Inoltre, altri ceppi di Bacillus potrebbero essere utili. Uno studio pilota ha dimostrato che Bacillus coagulans ha stimolato la funzione immunitaria e ridotto la SIBO ad idrogeno fino al 93% delle persone (7). Diversi studi clinici hanno dimostrato miglioramenti significativi nei sintomi dell'IBS e nella qualità della vita con l'integrazione di B. coagulans. A differenza di specie probiotiche comuni come Lactobacillus e Bifidobacterium, B. coagulans ha un meccanismo di sopravvivenza integrato che gli consente di raggiungere l'intestino vivo e intatto (8). Bacillus subtilis è un altro ceppo probiotico che mostra un grande potenziale nell'aiutare i pazienti con SIBO. Questo ceppo attiva la produzione di oltre 12 antibiotici naturali che proteggono l'intestino dai batteri nocivi. Alcune ricerche dimostrano che può migliorare i sintomi della SIBO e aiutare a riparare l'intestino aumentando le IgA (9).
Ceppi di Lactobacillus selezionati
Alcuni ceppi della famiglia Lactobacillus, come L. plantarum e L. rhamnosus, vengono studiati per il loro ruolo nel migliorare i sintomi della SIBO. Questi probiotici possono aiutare producendo composti come l'acido lattico, che riducono il pH dell'ambiente intestinale, rendendo più difficile la prosperità dei batteri nocivi (4). Possono anche sostenere una migliore motilità intestinale ed aiutare ad alleviare la stitichezza o alvi irregolari, che sono comuni nella SIBO. Un altro ceppo interessante da considerare è il Lactobacillus Reuteri. Questo ceppo specifico ha clinicamente dimostrato di ridurre la quantità di metano nei pazienti, il che può essere particolarmente utile per quelli con SIBO a predominanza di metano (10). Può anche aiutare ad alleviare la stitichezza.
Integrazione e Selezione dei probiotici giusti per SIBO : Quando e Quali?
Su questo argomento ci sono informazioni contrastanti in merito. Quando si tratta di probiotici, il tipo di ceppo può fare la differenza. Il primo grande ostacolo è la sopravvivenza. La maggior parte dei probiotici sono estremamente sensibili alle avverse condizioni del nostro sistema digestivo. La ricerca mostra che molti probiotici comuni hanno bassi tassi di sopravvivenza attraverso il tratto gastrointestinale a causa dell'acido dello stomaco, dei sali biliari e degli enzimi digestivi (11). Ma forse il punto più cruciale e dubbioso, con i probiotici tradizionali nel trattamento della SIBO, riguarda il loro potenziale di alimentare un eccesso di popolazione nell'intestino tenue. La SIBO, come già citato, per definizione è una crescita eccessiva di batteri nell'intestino tenue, che di solito è scarsamente colonizzato. Quando si aggiungono più batteri, attraverso l'integrazione probiotica, si rischia di contribuire a questa crescita eccessiva. Questo spiega perché molti pazienti SIBO riferiscono che i probiotici tradizionali peggiorano i loro sintomi. E per i pazienti con IBS, che spesso hanno SIBO in concomitanza (gli studi suggeriscono che fino all'80% dei pazienti con IBS può avere SIBO), questo stesso meccanismo può spiegare perché i probiotici tradizionali a volte peggiorano i sintomi piuttosto che alleviarli. Va ricordato, inoltre, che la SIBO non si sviluppa dall'oggi al domani, ma spesso è determinata da un lungo processo di fattori cumulativi. Una cattiva alimentazione, farmaci e stress possono portare a un microbiota intestinale squilibrato. Questo produce una risposta infiammatoria cronica nel corpo, che contribuisce anche alla crescita eccessiva batterica dell'intestino tenue. È importante adottare un approccio ben strutturato per eliminare la SIBO.
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Conclusione
I probiotici non sono una cura universale per la SIBO e/o l'intestino irritabile, ma possono essere uno strumento estremamente utile se usati nel momento giusto, con i ceppi giusti e all’interno di un protocollo strutturato. La vera chiave non è “prendere un probiotico”, ma:
identificare il tipo di SIBO
trattare le cause sottostanti
supportare la motilità intestinale
riparare la barriera intestinale
personalizzare l’integrazione
Se soffri di gonfiore cronico, disturbi intestinali ricorrenti o hai già una diagnosi di SIBO, evita il fai-da-te. Un approccio guidato da un professionista può fare la differenza tra continuare a peggiorare e tornare finalmente a stare bene.
Nota : Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico o di altri professionisti della salute. Evita il “fai da te”: ogni percorso terapeutico deve essere personalizzato e valutato insieme al tuo specialista di riferimento.
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