Endometriosi e SIBO : perché sempre più ricerche puntano sull’intestino

Un nuovo studio rivela una sorprendente associazione tra endometriosi e alterazioni intestinali come SIBO e IMO. Scopri perché questo legame è così importante.

Dott. G. Eros Buonarota - Biologo Nutrizionista | Certified Functional Medicine pratictioner - Milano

2/2/20265 min read

Endometriosi e intestino: perché SIBO e IMO possono influenzare dolore e risposta alle terapie

Negli ultimi anni, la ricerca sull’endometriosi ha iniziato a spostarsi da una visione esclusivamente ginecologica ad un approccio più ampio e sistemico. Sempre più studi mostrano che l’endometriosi non è solo una malattia delle lesioni, ma una condizione complessa che coinvolge infiammazione cronica, sistema immunitario, ormoni e sistema nervoso. In questo contesto, l’intestino sta emergendo come un attore chiave, spesso trascurato ma potenzialmente determinante. Uno studio recente pubblicato su International Journal of Gynecology & Obstetrics ha rafforzato questa prospettiva, mostrando una prevalenza estremamente elevata di SIBO e IMO nelle donne con endometriosi. Questo dato apre interrogativi importanti: perché le alterazioni intestinali sono così frequenti in questa popolazione? E soprattutto, trattare l’intestino può davvero migliorare anche i sintomi ginecologici?

SIBO e IMO: cosa sono e perché contano

La SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) è una condizione in cui i batteri, normalmente presenti in quantità limitate nell’intestino tenue, aumentano eccessivamente o colonizzano aree in cui non dovrebbero trovarsi. Questa sovracrescita porta a fermentazioni anomale dei carboidrati, con produzione di gas e mediatori infiammatori. L’IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth), spesso associata alla SIBO, è caratterizzata dalla presenza predominante di microrganismi produttori di metano (Archea). Il metano ha un effetto diretto sulla motilità intestinale, rallentandola e favorendo stipsi cronica e sensazione di intestino “bloccato”. Entrambe le condizioni sono associate a sintomi molto comuni nelle pazienti con endometriosi: gonfiore addominale marcato, dolore viscerale, alvo alterno o stipsi, peggioramento dei disturbi in prossimità del ciclo mestruale e affaticamento persistente.

Cosa dice lo studio: un legame difficile da ignorare

Lo studio ha confrontato donne con endometriosi (n=148) e donne senza la patologia (n=148), sottoposte a breath test per la diagnosi di SIBO e IMO. I risultati sono sorprendenti: oltre il 90% delle pazienti con endometriosi risultava positiva ad una forma di sovracrescita intestinale, con una prevalenza particolarmente alta della componente metano-dominante (IMO). Attenzione, questo dato non suggerisce che la SIBO o l’IMO causino l’endometriosi, ma indica chiaramente che le due condizioni coesistono molto più spesso di quanto si pensasse. E quando due condizioni infiammatorie croniche convivono, tendono a potenziarsi a vicenda.

Risultati principali

  • La positività a SIBO e/o IMO è risultata significativamente più alta nelle donne con endometriosi:

    • 91,9% nel gruppo con endometriosi

    • 83,1% nel gruppo di controllo

  • Nelle pazienti con endometriosi erano più frequenti:

    • alterazioni del transito intestinale

    • stipsi

    • sensazione di vertigini

  • La sovracrescita di metanogeni (IMO) è risultata particolarmente comune nel gruppo con endometriosi.

LEGGI ANCHE --> Breath Test per SIBO: Glucosio o Lattulosio? Scopri Quale Scegliere per una Diagnosi Precisa!

Perché l’intestino può rendere meno efficaci le terapie per l’endometriosi

Molte terapie per l’endometriosi, come progestinici, pillola continua o analoghi del GnRH, agiscono prevalentemente sull’asse ormonale. Tuttavia, se l’intestino è coinvolto, questi trattamenti possono risultare solo parzialmente efficaci. Un intestino con SIBO o IMO è una fonte costante di infiammazione. I mediatori infiammatori prodotti a livello intestinale non restano confinati lì, ma contribuiscono a mantenere uno stato infiammatorio sistemico che può amplificare il dolore pelvico e ridurre la soglia del dolore. Inoltre, intestino e organi pelvici condividono vie nervose comuni: un segnale doloroso persistente proveniente dall’intestino può essere percepito come dolore ginecologico, anche in assenza di progressione delle lesioni. Un altro aspetto cruciale riguarda il metabolismo degli estrogeni. L’intestino partecipa alla regolazione della loro eliminazione. In presenza di disbiosi, il riassorbimento degli estrogeni può aumentare, creando un ambiente biologico più favorevole alla persistenza dei sintomi endometriosici, anche durante una terapia ormonale apparentemente adeguata.

Trattare l’intestino migliora davvero i sintomi ginecologici?

La risposta, supportata sia dall’evidenza clinica sia dall’esperienza sul campo, è: in molte pazienti sì, ma con alcune precisazioni importanti. Trattare SIBO e IMO non elimina l’endometriosi e non sostituisce le terapie ginecologiche quando necessarie. Tuttavia, può ridurre significativamente quei fattori che mantengono attivo il dolore: infiammazione, ipersensibilizzazione del sistema nervoso e congestione pelvica legata a gonfiore e stipsi. Molte pazienti riferiscono che, dopo un trattamento intestinale mirato, il dolore pelvico diventa meno costante, le riacutizzazioni sono meno intense e la risposta ai farmaci migliora. Questo perché il corpo non è più sottoposto a un doppio carico infiammatorio, intestinale e ginecologico.

Approcci intestinali supportati da evidenze

Le strategie con maggiore supporto scientifico partono sempre da una diagnosi corretta, generalmente tramite breath test. I trattamenti più studiati includono antibiotici non assorbibili come la rifaximina, da sola o in associazione nei casi di IMO, e protocolli fitoterapici standardizzati in situazioni selezionate. La dieta, spesso al centro dell’attenzione, ha un ruolo di supporto ma non rappresenta una cura. Regimi come la low-FODMAP possono ridurre temporaneamente i sintomi, ma se protratti senza una strategia globale rischiano di peggiorare la disbiosi. Anche i probiotici vanno utilizzati con cautela e nel momento giusto, generalmente dopo la riduzione della sovracrescita.

Un elemento spesso sottovalutato è il ripristino della motilità intestinale. Senza un intestino che si muove in modo fisiologico, le recidive sono frequenti, soprattutto nelle pazienti con IMO.

Un cambio di prospettiva necessario

Lo studio che collega endometriosi, SIBO e IMO non suggerisce una nuova “causa unica”, ma invita ad un cambio di prospettiva e rappresenta un contributo importante alla comprensione del coinvolgimento intestinale in questa patologia. Tuttavia, come ogni lavoro scientifico, i risultati devono essere interpretati alla luce anche di alcuni limiti metodologici. L’endometriosi, però, non può essere compresa, né trattata efficacemente, ignorando l’intestino. Un approccio integrato, che consideri insieme apparato ginecologico, intestino e sistema nervoso, non è più un’opzione alternativa, ma una necessità per molte pazienti che convivono con dolore cronico e risposte terapeutiche incomplete. L’elevata prevalenza di SIBO e IMO nelle donne con endometriosi, evidenziata dallo studio, suggerisce che l’intestino sia spesso un co-fattore determinante nel mantenimento dei sintomi. Trattarlo in modo mirato non significa “curare” l’endometriosi, ma può fare la differenza tra una terapia che funziona poco e una che inizia finalmente a funzionare meglio.

In conclusione, questo lavoro non fornisce risposte definitive, ma ha il merito di rafforzare l’ipotesi di un coinvolgimento intestinale frequente nelle donne con endometriosi. I risultati supportano la necessità di un approccio più integrato e multidisciplinare, invitando alla prudenza nelle interpretazioni e alla prosecuzione della ricerca in questo ambito.

N.B. Alcuni limiti dello studio :

si tratta di uno studio osservazionale caso–controllo, un disegno che consente di individuare associazioni ma non permette di stabilire un rapporto di causa-effetto. La presenza di SIBO o IMO nelle pazienti con endometriosi non implica quindi che queste condizioni siano la causa dell’endometriosi, né che l’endometriosi determini direttamente la sovracrescita batterica.

la selezione della popolazione studiata. Le partecipanti erano donne che si erano già sottoposte a breath test, verosimilmente a causa di sintomi gastrointestinali. Questo aspetto può aver determinato una sovrastima della prevalenza di SIBO e IMO, limitando la possibilità di estendere i risultati a tutte le donne con endometriosi, incluse quelle senza disturbi intestinali significativi.

Dal punto di vista diagnostico, lo studio si basa sull’uso del breath test, uno strumento ampiamente utilizzato nella pratica clinica ma non privo di limiti, tra cui la possibilità di falsi positivi e l’influenza della velocità del transito intestinale sui risultati.

Nota : Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico o di altri professionisti della salute. Evita il “fai da te”: ogni percorso terapeutico deve essere personalizzato e valutato insieme al tuo specialista di riferimento.

👉 Se vuoi capire come impostare un percorso efficace e personalizzato per la tua SIBO, scopri la mia guida completa o prenota una consulenza per individuare il trattamento più adatto a te.

Se la rifaximina (Normix) non ha funzionato, Leggi anche gli articoli correlati :

Breath Test per SIBO: Glucosio o Lattulosio? Scopri Quale Scegliere per una Diagnosi Precisa!

SIBO : Cosa fare dopo la terapia con Rifaximina (Normix), ecco come eliminarla davvero (e non farla tornare più)

Perchè la Rifaximina (Normix) non è la Soluzione per la SIBO e l'IBS ?

Vuoi capire come gestire al meglio la SIBO o l'IBS?
Scarica la mia guida IBS FACILE, per gestire e ottenere sollievo dall'intestino irritabile e dalla SIBO, con spiegazioni facili, consigli e un menù nutrizionale di 4 settimane e più di 300 ricette per migliorare il tuo intestino. Scoprirai come ridurre gonfiore e fastidi in modo semplice e personalizzato :

Scarica IBS FACILE qui - Dalla diagnosi alla tavola

Dott. G. Eros Buonarota - Biologo Nutrizionista | Certified Functional Medicine Pratictioner